Artes Research.com http://www.artes-research.com/fid.xml Artes RSS news feed it <![CDATA[ Il territorio che cambia & apprende ]]> Un viaggio nella Calabria che vogliamo. Dall'8 al 10 dicembre, Sila Greca, Calabria. Si discute della lontananza della gente dalla Politica. In Calabria la Politica è sinonimo di ‘malaffare’, di privilegio, di arroganza, un campo dal quale tenersi ‘fuori’. Non è stato semplice e non è semplice coinvolgere e creare partecipazione. Lo stiamo facendo con giovani che imparano ad interpretare il ruolo di leader secondo nuovi modelli dell’agire politico.

Non è facile formare nuove classi dirigenti, persone che sappiano interpretare i bisogni, difendere e promuovere il bene comune (il patrimonio naturale, le giovani generazioni, il lavoro, le imprese, le istituzioni) che sappiano unire, ricomporre conflitti, ma anche imprimere cambiamenti di rotta, infondendo energie e coraggio a chi si sente tradito o preferisce la comodità dell’elemosinare assistenza.

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Per saperne di più guarda i video dell'iniziativa, visita il blog o contattaci.

Qui trovi il reportage fotografico e la rassegna stampa.

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<![CDATA[ Abbiamo scoperto un Burundi veramente nuovo ]]> africa 2

Siamo appena tornati dal Burundi!

 

Lo scopo della nostra missione è stato verificare le reali condizioni in cui si sta realizzando il difficile processo di riconciliazione e quali sono le prospettive di ricostruzione per un Paese che sta uscendo da un lungo periodo di guerra civile. Durante la missione sono state realizzate una serie di interviste agli attori coinvolti nella ricostruzione economica, politica e sociale del Burundi. I risultati di questi incontri saranno presentati durante il seminario in Italia, che si svolgerà in settembre, e che riunirà tutte le istituzioni italiane, gli attori dell'economia e del sociale che operano o intendono operare in Burundi. Per saperne di più visitate il nostro blog, guardate le foto, godetevi i video e leggete i primi riscontri di questa nostra missione in Burundi.

 

 

L'obiettivo specifico della nostra missione, parte fondamentale del progetto "Seminario e Visita Studio in Burundi" che rientra nel settore dei finanziamenti per la cooperazione internazionale della Regione Lombardia per l'anno 2008, era di installare una sede di Africa Renaissance Time a Bujumbura in modo che essa possa diventare un punto di contatto con le comunità locali, i loro bisogni e progetti di rinascita. La missione è partita con l'intento di realizzare una serie di incontri con importanti personalità appartenenti al mondo delle istituzioni burundesi, della società civile e dell'economia; e allo stesso tempo incontrare le ONG italiane, le imprese e le istituzioni che rappresentano il nostro Paese in Burundi. Questa azione trae ispirazione e sperimenta ulteriormente il modello sviluppato dal progetto Alliance.

 

La nostra missione ha inteso costruire una rete tra tutti gli attori dello sviluppo, italiani e burundesi, sottolineando la necessità di costruire un nuovo approccio della cooperazione verso il Burundi e tutti gli altri Paesi della Regione dei Grandi Laghi africani. Questi Paesi stanno uscendo da una guerra civile e si preparano ad affrontare la sfida del processo di ricostruzione con la necessità di reperire le tecnologie utili, fonte di attrazione per gli investimenti e per lo sviluppo del capitale umano. Tutto questo implica il bisogno di avere capacità e competenze tecniche come quelle relative alla leadership, alla creazione e gestione del cambiamento, la prevenzione e la gestione dei conflitti, in modo da creare una solida base per costruire una pace che sia durevole tra tutte le componenti esistenti nelle comunità locali.

 

Abbiamo intenzione di stabilire un contatto diretto con le organizzazioni internazionali, come l'Unione Europea, le Nazioni Unite e la Banca Mondiale e tutte quelle istituzioni che giocano un ruolo strategico nel processo di pacificazione in questo Paese e in tutta la Regione dei Grandi Laghi. Vorremmo poter incontrare le Ong italiane che operano sul posto, esplorando l'opportunità di creare una "rete per il mantenimento della pace e lo sviluppo" in Burundi, in modo da produrre progetti di sviluppo economico e sociale che abbiano realmente successo; le imprese italiane che vorrebbero costruire nuove opportunità di investimento sociale e finanziario nella Regione dei Grandi Laghi.

 

Stiamo prendendo contatti anche con le Ong burundesi, i rappresentanti delle comunità locali, leader formali e informali che sono coinvolti nel processo di ricostruzione sia a livello nazionale che locale, in modo da costruire un canale stabile di ascolto tra le comunità locali, i leader e Africa Renaissance Time e promuovere così una reale partecipazione di tutti questi soggetti all'analisi delle priorità, alla formulazione e realizzazione dei progetti di sviluppo.

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L'impegno volontario dei membri di ART coinvolti in questa missione mostra il loro sentimento positivo verso il Burundi e il forte interesse a stimolare una maggiore attenzione dell'Italia, dell'Europa e di tutta la comunità internazionale verso un Paese dimenticato e la sua splendida regione. Oggi, la nostra società conosce il Burundi solo per la sua lunga guerra civile, ma nessuno conosce le potenzialità nascoste in questo Paese e il contributo che la sua popolazione potrebbe dare alla rinascita dell'Africa sub-sahariana. Il Burundi potrebbe diventare l'espressione di un nuovo approccio della cooperazione basata su una completa sinergia tra le istituzioni, le forze economiche e sociali. Noi tutti abbiamo bisogno di cambiare idea nell'approccio verso questo Paese e verso i paesi africani: i popoli africani non hanno più bisogno di essere assistiti, essi hanno bisogno di partecipare. Per questo motivo noi ci sentiamo pienamente e fortemente coinvolti nella costruzione di un "nuovo e positivo relazionarsi" verso il Burundi.

 

Unisciti alla nostra missione in Burundi...cerchiamo partners!

 

 

www.africarenaissancetime.com

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<![CDATA[ La ginestra cattura l'attenzione dei media ]]>

 

15 agosto 2008, Putting a new spin on a world of natural fibers

 

Per leggere l'articolo scritto da Kate Singleton sul progetto GANTT, clicca qui per la versione on line di Herald Tribune oppure visita la sezione dedicata al progetto! Nella stessa sezione si trova l'articolo pubblicato su Naturalmente Tessile, una nuovissima rivista trimestrale che sarà presente a tutte le fiere di settore nel mondo.

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<![CDATA[ Bologna, cittą aperta al futuro ]]> PER UN ASCOLTO STRUTTURATO DELLA CITTA'
[Bologna, una città aperta al futuro]

 

Qui di seguito lo strumento per una rilevazione dello ‘sguardo’ della città sulla città stessa, al fine di creare nuovi spazi e strumenti di esercizio della democrazia.
Quanto più plurali sono le comunità, tanto più è importante che il processo di assunzione delle decisioni preveda spazi e forme di autentica costruzione partecipata delle visioni (consenso).

 

Innovazione della politica significa allora sviluppare strumenti, creare spazi inediti e riqualificare spazi esistenti dove le prospettive soggettive sono considerate e negoziate e dove i conflitti sono affrontati e risolti costruendo e condividendo prospettive comuni più ‘alte’.

Occorrono strumenti che dall’ascolto strutturato permettano di passare all’elaborazione di prospettive differenti, alla loro discussione e quindi alla negoziazione ed elaborazione di una visione comune.

Proponiamo di seguito un questionario che permette di ascoltare in modo strutturato il punto di vista dei ‘detentori di interesse’ (stakeholder) ovvero di coloro che hanno a cuore il futuro di Bologna. Per saperne di più sul modello dei GAP proponiamo in appendice al questionario una breve illustrazione.

Nella prima colonna sono elencati tre diversi settori (Risorse, Strutture, Servizi) con i relativi attributi ritenuti importanti ai fini dell’indagine. Nella seconda colonna è indicato, da 1 a 10 (1= valore più basso; 10=valore più elevato), il grado di importanza che, secondo Lei, gli attributi rivestono per la qualità della vita a Bologna e uno sviluppo sostenibile della città. Nella terza colonna è indicato da –5 a +5, il grado di presenza di tali attributi da Lei riscontrato in questa città. Il segno "-" indica una presenza ad impatto negativo, il segno "+" ad impatto positivo, il valore 1 indica una presenza ad impatto minimo, il valore 5 ad impatto massimo ed, infine, l’eventuale presenza del valore 0 indica l’assenza dell’attributo.

 

Scaricate il questionario


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<![CDATA[ 19 gen 2010 // AMERICA ]]> bartoli-unicaltb

Venerdì 29 gennaio 2010, ore 11.00 presso la Sala Stampa dell'Università della Calabria, Arcavacata di Rende [Cosenza].

Artes e Fondazione Rubbettino invitano alla presentazione del volume con l'autore Oscar Bartoli.

 

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<![CDATA[ 21 gen 2010 // DEMOCRAZIA ]]> CASTELLO-finaletb

 

Venerdì 29 gennaio 2010ore 17.00 presso il Castello Ducale di Corigliano Calabro.

 

Di fronte ad una crisi, anticipata da profondi mutamenti demografici e del clima, che prefigura un totale ridisegno dei sistemi tecnologico-produttivi e quindi degli equilibri geopolitici, il nostro paese e ancor più la nostra regione si trovano in una condizione di profondo degrado, a causa di processi di decisione politica fortemente inospitali e del mancato rinnovamento delle classi dirigenti.

Il seminario intende costituire uno spazio libero di confronto, con sincero interesse ad apprendere dagli errori del passato, ma anche dalle buone pratiche e interessanti riflessioni fatte nell'ambito di importanti esperienze presenti nella storia Statunitense ed europea.

Artes e Fondazione Rubbettino invitano all'incontro e discussione con gli autori.

 

Guarda la mappa per arrivare

 

CASTELLO-finale

 

 

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<![CDATA[ 4 feb 2010 // DEMOCRAZIA ]]> coriglianotb

Calabria o America? Giornata di dibattito il 29 gennaio, all'Università della Calabria e, nel pomeriggio, al Castello ducale di Corigliano Calabro. L'istituto Artes e la Fondazione Rubbettino hanno presentato "E anche questo è America" di Oscar Bartoli (giornalista che lavora a Washington) e "Democrazia e sviluppo: tra liberismo sconfitto e statalismo, quali modelli di democrazia?" di Lucio Avagliano (ordinario di Storia economica americana presso l'Università di Salerno).



«Gli Stati Uniti sono un paese di una vitalità e di una forza incredibili, un paese che sa cambiare di volta in volta, e che attraversa periodi a volte oscuri e a volte straordinariamente luminosi», si legge nel libro di Oscar Bartoli "E anche questa è America". Lilia Infelise è partita da qui e dal volume di Barack Obama, "L'audacia della speranza" per far riflettere i presenti sui cambiamenti di cui ha bisogno la Calab ria.

 

 

L'economista ha introdotto il dibattito e ha rilanciato: quali insegnamenti può dare l'America alla Calabria? «In questo mondo-villaggio ciò che accade in America ci appartiene - precisa - così come ciò che accade in Calabria connota l'intero nostro paese agli occhi degli osservatori internazionali, come mostrano i titoli di prima pagina di Liberation, Le Monde, The Guardian e altre importanti testate estere ben documentano».



Secondo Lilia Infelise, la Calabria avrebbe bisogno dell'apertura dei processi decisionali della politica, per dare voce a tutti gli attori del mondo economico e culturale della nostra regione, per mettere in campo quell'intellig enza collettiva che sola può dare risposte concrete collocabili in una consapevole visione dei futuri scenari internazionali.Citando Max Weber, Lilia Infelise  ha invitato un pubblico attento a ricercare e sostenere quei politici che posseggono i tre caratteri indispensabili per un buon politico, lungimiranza, passione e responsabilità.
Oscar Bartoli e Lucio Avagliano hanno affiancato Lilia Infelise e hanno rafforzato le sue tesi raccontando le diverse facce dell'America che, soprattutto nei momenti di crisi, è divisa tra il libero mercato e l'intervento dello Stato, tra le opportunità di realizzazione personale e il rischio di perdere tutto da un momento all'altro. 

 

www.liliainfelise.eu

oscarb1.blogspot.com

www.rubbettino.it

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<![CDATA[ 6 mar 2010 // INNOVAZIONE ]]> Lunedì 6 marzo 2010 presso la sala A, vicino all'Aula Magna di UNICAL @ Rende (CS).


Dalla parte dell'Innovazione <> per competere e crescere

 
La strategia europea dell'innovazione si fonda su alcuni presupposti:

1. connessione tra l'impiego dei fondi strutturali e programmi per l'innovazione (VII programma quadro e fondi strutturali)

2. integrazione tra forze di trascinamento dell'innovazione che hanno origine nell'impresa e quelle che hanno origine nel contesto sociale;

3. politiche multi livello, dello sviluppo locale, dell'innovazione, della formazione;

4. dialogo sociale allargato

Fattore centrale dell'intera politica europea per l'innovazione è finalmente la traduzione in modelli operativi di una visione dei processi di innovazione, maturata negli scienziati dell'innovazione sin dalla fine degli anni '70, su quanto effettivamente accade in un processo innovativo.

Il seminario porrà al centro del confronto  le seguenti questioni:

1.      Quali idee e progetti per trasformare la Calabria in una regione pilota, che sappia divenire un sistema di innovazione con tutti i caratteri strutturali richiesti e che sopra ho sinteticamente illustrato?

2.      Su quali grappoli di tecnologie investire a partire dalla vocazione peculiare della regione e dai suoi punti critici che molto spesso possono divenire, se affrontati in modo appropriato, punti forti?

3.      Come deve cambiare la Pubblica Amministrazione per incoraggiare i processi di smantellamento degli stock di capitale obsoleto e favorire la costruzione di nuovo capitale, assicurare la rimozione di blocchi e l'apertura di nuovi canali di interazione tra gli attori del sistema?

Verrà messa a confronto la prospettiva del mondo Universitario, dei centri di ricerca pubblici, delle imprese e della scuola.

 

Innovazione @ UNICAL

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<![CDATA[ 2 mar 2010 // AFRICA ]]> lagotb

Reconciliation towards Democratic Governance - ALDEPAC

Lilia Infelise, presidente di Artes, è stata invitata, insieme ad altri esperti provenienti da varie parti d'Europa e dell'Africa centrale, a partecipare al seminario promosso da ALDEPAC, l'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa e i Paesi del Pacifico Africa e Caraibi. Il tema è "Reconciliation towards Democratic Governance".
Il suo intervento sarà focalizzato sul tema "Il contributo della società civile al processo di riconciliazione".

 

Segue un estratto dal suo diario.

 

Mi ha accolto un amico, non pensavo sarebbe venuto, per il ruolo istituzionale che ricopre è molto impegnato. Mi ha fatto piacere che oltre alla delegazione ufficiale, che ha effettuato tutte le procedure con efficienza encomiabile, vi fosse un amico da abbracciare.
Sono stanca e devo preparare il mio intervento. Per me un' occasione importante per proporre e discutere, confrontare la mia visione sulle strategie di rinascita delle aree fragili.
Per ora mi godo la felicità di essere qui e l'ingenuo sogno che sia possibile per questa nost ra umanità che eccelle nel farsi del male, invertire la rotta e almeno cominciare la nuova opera. Sta a noi scegliere! In questi giorni insieme cercheremo di costruire alcuni punti di partenza comuni. 


Di domenica, il Club Hotel du Lac diviene un luogo di ritrovo e di festa. Arrivano le famiglie con i bambini piccoli, si vedono donne la cui eleganza, con gli abiti di foggia locale, invidio ogni volta. L'abbigliamento prevede pantaloni attillati sotto casacche che mettono in rilievo tutta la femminilità e tacchi alti. Il Burundi aveva un'industria tessile fiorente, che comprendeva l'intera filiera (dalla coltivazione di cotone alla filatura, tessitura, tintura e confezionamento), e una scuola di design e alta moda eccellente. Dopo la guerra era tutto da ricostruire e oggi, a cinque anni dalle elezioni seguite al Trattato di Pace, la città è un cantiere. Se la prossima tornata elettorale avverrà senza gravi turbamenti della legalità e della convivenza pacifica, certamente la filiera tessile e quella turistica potranno rinascere.

 

I lavori iniziano alle 7, ora italiana (ore 8 a Bujumbura). Vogliamo conoscerci, soprattutto le donne, tutte parlamentari, mi parlano di percentuali che destano invidia (intorno al 40%), le loro storie, però, non sono semplici. Cecilia, ugandese, è determinata, egrave; entrata ed uscita di prig ione deci ne di volte, ma non ha desistito. Ha quattro figli suoi e non ricordo quanti adottivi, è profondamente credente, di religione cristiana. Emerence, parlamentare burundese del CNDD FDD, mi dice che tra le donne vi è cooperazione, anche se appartengono a partiti diversi. La tradizione è di forte maschilismo, ma gli anni di guerra civile le ha rese determinate a "voltare pagina".
Questa espressione la usano in tanti e spesso.

 


Oltre alle sessioni di lavoro in plenaria, visitiamo il centro per la gioventù di Kamenge e la riserva naturale di Gatumba, Rusizi.
A Kamenge, il quartiere mi sembra immutato rispetto alla mia visita nel 2008, forse le botteghe artigiane, ora, sono più attive: lavorazione del legno e del ferro soprattutto.
Al centro, mi avvicina un ragazzo e mi chiede se sono italiana. Mi racconta che ha studiato la nostra lingua, poi mi segue per tutta la visita. Gli prometto che ci terremo in contatto. Non vuole abbandonare il suo paese, mi spiega, ma vuole entrare in relazione con l'Italia. Siamo nella sala di attesa dell'Aeroporto di Bujumbura. Non faccio foto, so che vi sono norme di sicurezza più rigide all'avvicinarsi delle elezioni.
Percepisco il clima di maggiore tensione dalla preoccupazione di un amico che ha un ruolo cruciale per la rinascita democratica del Paese, mi dice di aver chiamato a casa e di non aver avuto risposta, leggo nei suoi occhi il timore dell'attacco al bene più caro, la famiglia e capisco quale contributo è chiesto a questi uomini e a queste donne.
In Burundi, come in ogni dopoguerra, la voglia di voltare pagina è cosi forte che si trovano le energie e si crede fermamente che sia possibile. Forse da noi in Italia, invece, c'è rassegnazione.

 

Al ritorno dalla visita alla riserva naturale, parlo con Charles, mi racconta la storia del suo paese. E' un parlamentare burundese molto giovane, nel ‘93 faceva l'Università. Si aggiungono alla nostra conversazione, due donne, anche loro erano all'università quando avvenne il massacro dei membri del Governo e dei parlamentari neoeletti con elezioni democratiche dopo anni di dittatura. Charles mi dice che la loro, in realtà, non è stata una lotta etnica, ma sociale e regionale, tra sud e nord. E' laureato in storia, è certo - mi dice - che il suo partito che ha ripreso in mano le redini del paese, vincendo inaspettatamente le elezioni, vincerà anche questa volta e mi spiega il perché.
Ritorno in Europa e in Calabria con un sentimento di tenerezza per questa gente che ce la mette tutta per avere una vita di pace, una comunità riconciliata. Gli amici che ho rivisto, dopo la visita fatta a luglio 2008, e con i quali ci siamo abbracciati promettendoci di restare in contatto mi chiedono come io trovi il Paese, con l'orgoglio di chi sa da dove è partito e conosce le insidie di quanti utilizzano, strumentalmente, le inevitabili debolezze.

 

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<![CDATA[ Ottobre 2010 // ARTES per i Poli di innovazione ]]> Una strategia per i poli di innovazione: il board internazionale di Artes in Calabria

Si è ritrovato in Calabria dal 29 al 31 ottobre, il board internazionale di Artes, riunito nell'associazione MOSAICO. La scelta della regione del Sud Italia non è casuale: Lilia Infelise ha presentato la strategia del governo regionale e quella europea in tema di poli di innovazione.

«La Calabria, regione tra le più fragili d'Europa - sostiene - ha oggi avviato un piano di interventi per l'innovazione, con un volume straordinario di risorse europee e nazionali: ben 1000 milioni di euro. Non siamo tra coloro che ritengono che sarebbe meglio, per la nostra regione, non avere a disposizione queste risorse, non siamo d'accordo sul fatto che esse saranno sicuramente sprecate».

L'economista propone il suo progetto a partire dall'attività di ricerca industriale condotta da ARTES, centro di progettazione a favore di aree fragili da lei fondato. Negli ultimi dieci anni, ARTES si è concentrato sullo sfruttamento degli arbusti autoctoni europei al fine di produrre, con processi totalmente biologici, biomateriali, nell'ambito della promettente green economy.

Dopo un grande dispendio di risorse e il coinvolgimento di università, centri di ricerca e imprese nazionali ed estere, è arrivato il momento di passare alla fase operativa, grazie al bando sui poli di innovazione della Regione Calabria e/o a un bando europeo di imminente scadenza.

Lilia Infelise ha chiesto al team MOSAICO di mettersi in gioco personalmente con tutte le sue competenze e relazioni e contribuire, da subito, con idee e proposte concrete. Il team MOSAICO ha risposto: i suoi membri si sono messi subito al lavoro per coinvolgere esponenti del mondo industriale europeo e mondiale, membri della propria rete.


Arrivati da Francia, Gran Bretagna, Germania e riviera ligure, i componenti del team sono stati accolti a Tarsia, a Palazzo Severino. Tra una sessione di lavoro e l'altra, hanno visitato il centro storico di Cosenza e le rapide del fiume Lao, nel parco nazionale del Pollino, apprezzando le bellezze e i prodotti tipici della Calabria.

 


Prossimi impegni

  • Far conoscere ai più avanzati fornitori mondiali di servizi di Technolocy intelligence e Open Innovation il programma calabrese e invitarli a venire e impegnarsi in Calabria. La prima occasione sarà l'evento in programma per il 14 e 15 dicembre, al quale ARTES interverrà insieme all'associazione MOSAICO e alla vasta rete di università e imprese innovative della rete nzymes4future;
  • Partecipare attivamente a un bando europeo, di imminente scadenza, che mette a disposizione delle sole regioni convergenza e periferiche europee ben 4 milioni di euro, a progetto, con rimborso del 100% dei costi eligibili.

 

Il team MOSAICO

MOSAICO ha alle spalle un fruttuoso lavoro di progetti realizzati in terreni e su temi difficili, con la capacità di anticipare le sfide del nostro tempo.

In alcuni casi ha lavorato come associazione. Tra gli altri, ha avviato: il progetto FOR NEW, dedicato ai nuovi modelli di consulenza alle micro, piccole e medie imprese; il progetto SMENET, azione di campo per sostenere diciotto piccole imprese campane nel percorso di rifocalizzazione strategica e riconversione per il rafforzamento della competitività.

In altri casi ha operato come board dell'istituto di ricerca ARTES_strumenti per l'Innovazione. Alcuni dei progetti promossi: il pionieristico Alliance per sostenere e creare una rete delle imprese calabresi, il progetto sulla qualità dei servizi ospedalieri, il progetto Intraprendere a favore delle donne campane interessate al mondo delle micro e piccole imprese

A quindici anni dalla sua fondazione (agosto 1995), l'associazione si è riunita in Calabria anche per interrogarsi sul suo futuro.

 

Diffusione dell'evento sui media calabresi

Hanno seguito i lavori i seguenti giornali online: www.calabriaeconomia.it; www.calabresi.net; www.cn24.tv; www.ilcentrotirreno.it; www.ionionotizie.it; www.laprimapagina.it; www.ntacalabria.it; www.nuovasibaritide.it; www.ondacalabra.it; www.sibarinet.it; www.telereggiocalabria.it (agenzia ansa)

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<![CDATA[ 22 giu 2011 // INNOVAZIONE ]]> Innovare per ricominciare a crescere

Lilia Infelise

in "Italiani Europei N° 6 2011 pp.160 -168

Illustrazione di Guilherme Kramer


Perché l'Italia e in particolare il Mezzogiorno tornino a crescere sono necessarie misure straordinarie che inneschino una vera e propria rivoluzione in più settori: nel sistema educativo e formativo innanzitutto, nella pubblica amministrazione, nella gestione delle risorse, nei modelli di produzione e di consumo. Un cambiamento radicale strettamente connesso a un mutamento di prospettiva che riporti al centro l'attenzione per la persona e la valorizzazione delle risorse umane, vera ricchezza di un paese.

Di particolare interesse l'ultimo paragrafo:

Nuovi modelli di governance, nuove classi dirigenti

(...)La crisi non è un brutto temporale dal quale ripararsi, attendendo che torni il sereno per ricominciare il lavoro. Se la dotazione di un patrimonio ambientale integro e di risorse umane giovani, abituate al confronto multiculturale, ben formate, costituiranno competenze distintive e leve competitive di successo, la governance farà realmente la differenza. Si tratta della questione vitale della rigenerazione della politica e della macchina istituzionale.

 

Due sono i fattori vitali dell'azione politica.

In primo luogo la capacità di mobilitare realmente tutti gli attori sociali in un dialogo allargato che dia loro, finalmente, respiro e voce, riscoprendo la società civile non come sede di un astratto concetto di cittadinanza, bensì come patrimonio di visioni, competenze ed esperienze che le classi dirigenti, veri leader federativi del cambiamento, accompagnano nella mediazione di interessi e nell'elaborazione del giudizio comune, sostituendo i beceri meccanismi propagandistici o di captazione del consenso con una seria capacità di promozione di un'opinione pubblica coesa sui temi fondanti la nostra democrazia.

 

In secondo luogo, la capacità di attuare politiche trasparenti ed eque con tempi e ritmi adeguati, in un paese che oggi percepisce, a ragione, la politica distante e la pubblica amministrazione come uno spietato e iniquo meccanismo di vessazione dei deboli e accondiscendenza verso i forti e verso la loro trasgressione di regole basilari della convivenza civile. Occorrerà allora una riforma straordinaria, troppo a lungo rimandata, della pubblica amministrazione, che però non si concentri esclusivamente sui numeri e quindi sulla compressione della spesa, ma metta al primo posto un piano serio di riorganizzazione e sviluppo delle risorse umane e dei modelli organizzativi.(...)

 

(..)Come Lundvall ci insegna, l'innovazione ha bisogno di una pedagogia della "dimenticanza", ovvero di strategie e leader capaci di aiutare quel difficile processo di abbandono e allontanamento da abitudini e radicate convinzioni che vincolano il cambiamento. Ma l'innovazione ha bisogno anche di una pedagogia dell'" incoraggiamento", che si esprime non a parole, ma introducendo, da parte di chi guida, meccanismi di tutela e difesa di chi è sollecitato e coinvolto nel cambiamento con gravi perdite di sicurezza, spesso inevitabili, e delle stesse risorse vitali, quali il lavoro, una casa, un progetto di futuro per sé e per i propri figli. È questo ruolo laico di compagnia istituzionale che contraddistingue un vero progetto di governance liberaldemocratica ed è questo che manca oggi al nostro paese.(...)

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